Piani di accumulo sulle azioni: funzionano davvero?

Se ne parla più diffusamente in ottica fondi comuni, ma il piano di accumulo è uno strumento gestionale e strategico molto utile anche nei confronti degli investimenti azionari. Come utilizzarlo correttamente?

 

Cosa è il piano di accumulo

Esemplificando i tecnicismi, possiamo definire il piano di accumulo come la strategia di frazionamento del capitale che si vuole investire in tante piccole operazioni di investimento di importo costante, procedendo dunque all’impiego in maniera costante e regolare su un periodo di tempo non breve. In altre parole, ci si impegna a mettere da parte qualcosa ogni mese (es. 100 o 200 euro al mese), investendolo nello stesso titolo di destinazione, e senza doversi necessariamente preoccupare degli andamenti di breve termine del mercato.

Perchè il piano di accumulo è utile, anche sulle azioni

Didatticamente, è possibile distinguere due principali vantaggi derivanti dall’uso del piano di accumulo sulle azioni. Vediamoli distintamente.

Nessun problema di scelta del timing di ingresso. Il primo beneficio (invero, non di poco conto!) consiste nell’eliminazione del problema della scelta del timing di ingresso sul mercato. Ogni investitore sa bene che individuare il momento migliore per poter acquistare è la chiave di ogni investimento di successo. Ed ogni investitore che ha già avuto una positiva esperienza con i piani di accumulo sa anche molto bene che attraverso tale strategia si può eliminare o attenuare tale problema: l’investimento viene infatti frazionati in ingressi distanziati nel tempo tra di loro, annullando l’effetto dei trend che durano giorni, settimane o mesi. In altre parole ancora, l’investimento sarà “mediato” dalla possibilità di entrare sul titolo in diversi livelli di quotazione.

Migliore controllo del rischio. Il secondo beneficio – che potete approfondire a questo link – è legato al fatto che attraverso il piano di accumulo del capitale si può tenere in minore considerazione l’andamento dei prezzi delle azioni in cui si investe. Se infatti è vero che il calo del prezzo dell’azione nella quale stiamo investendo non è certamente una buona notizia, è altrettanto vero che investendo quote costanti di capitale (abbiamo già ipotizzato: 100 o 200 euro al mese) nelle fasi decrescenti del valore dell’azione aumenteremo – a parità di investimento – il numero delle azioni. In altre parole, con la strategia del piano di accumulo di capitale si comprano grandi quantità – ma a parità di denaro investito – nelle fasi in cui è più conveniente farlo e, di contro, minori quantità nei momenti in cui la borsa sta crescendo.

 

Piano di accumulo sulle azioni: impossibile non pensarci!

Sancito quanto precede, possiamo concludere ricordando come il piano di accumulo sia uno strumento di investimento molto utile anche (e spesso soprattutto!) nel comparto azionario. Con un investimento di poche centinaia di euro al mese sarà infatti conseguibile il doppio obiettivo di gestire meglio il rischio e annullare l’effetto-timing, garantendo una positiva esperienza di impiego anche ai trader meno esperti. Tenete tuttavia conto che il piano di accumulo ha dei costi maggiori rispetto alla singola operazione di investimento, e che tali oneri potrebbero dunque pregiudicare parte dei vantaggi (spese di sottoscrizione, di uscita, di gestione, diritti fissi, ecc.).

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